ORDINE DELI ARCHITETTI
PIANIFICATORI
PAESAGGISTI
CONSERVATORI
DELLA PROVINCIA DI MESSINA

Egregio Signor Presidente,
leggiamo della Delibera di Giunta Regione Siciliana 4 Novembre 2018, n. 426 relativa all’Istituzione dell’Ufficio Speciale per la Progettazione Regionale delle Opere Pubbliche.
Durante l’Assemblea Regionale degli Ordini degli Architetti P.P.C. siciliani svoltasi a Palermo il 6 Aprile scorso, alla quale avete partecipato con la presenza autorevole dell’Assessore delle Infrastrutture, abbiamo avuto modo di conoscere i dati offerti dal CRESME ed illustrati da Lorenzo Bellicini, che hanno “disegnato” una realtà, quella siciliana, in forte declino, che perde annualmente abitanti in misura di gran lunga superiore rispetto al resto della penisola, per lo più giovani che cercano fortuna altrove, e di conseguenza, un mezzogiorno che lentamente ma inesorabilmente perde anche funzioni, con una crescita esponenziale della disoccupazione, specialmente giovanile. La crisi economica che ha caratterizzato il paese durante questi ultimi, difficilissimi, anni ha minato l’intero comparto dell’edilizia e pertanto anche il mondo delle professioni tecniche. E se in Italia questa crisi epocale ha penalizzato il lavoro degli architetti in termini di forti riduzioni del fatturato annuale (superiori al 30%), in Sicilia ha portato al quasi azzeramento del fatturato dei liberi professionisti del settore tecnico.
Questo in estrema sintesi, il dato generale.
La istituzione di una struttura pubblica che possa occuparsi di tutti i servizi di architettura, ingegneria e di altri servizi tecnici a favore di Comuni, Città Metropolitane e Liberi Consorzi di Comuni, rischia di dare il definitivo colpo di grazia ai liberi professionisti del settore che operano in Sicilia, senza peraltro, a nostro avviso, risolvere il problema.
Professionisti che già si scontrano con norme di “semplificazione” che creano ostacoli a volte insormontabili, procedure urbanistiche ed ambientali che giacciono alla Regione per anni senza giungere a definizione, leggi che trasferiscono loro adempimenti e responsabilità che dovrebbero essere di esclusiva competenza delle pubbliche amministrazioni.
La difficoltà di utilizzare le somme disponibili per la realizzazione delle opere pubbliche a causa della carenza di progetti, riteniamo non debba essere superata affidando i servizi tecnici ai funzionari della pubblica amministrazione – il cui ruolo dovrebbe essere rafforzato per le attività di programmazione, controllo dei processi di realizzazione delle opere pubbliche e definizione dei procedimenti amministrativi – ma ricercando soluzioni legislative che rendano possibili e celeri per le amministrazioni gli affidamenti degli incarichi esterni, in modo da consentire alle stesse di potersi dotare di un parco progetti funzionale allo sviluppo dei nostri territori e ad una categoria in forte crisi di recuperare ambiti di competitività.
Non potendo pertanto condividere decisioni che penalizzano una parte consistente dei professionisti del settore tecnico, Le chiediamo un incontro finalizzato ad esporre compiutamente le nostre ragioni e ad affrontare insieme la problematica relativa alla redazione di progetti che rendano possibile l’impegno dei fondi regionali, nazionali e comunitari disponibili.
Cordialmente

IL PRESIDENTE

arch. Pino Falzea

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