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Architetti siciliani: dalla “due giorni” di Ragusa un documento condiviso col quale ripartire uniti e compatti con slancio verso scenari migliori.

COMUNICATI STAMPA

Michele Palamara 2 Novembre 2016

Una Rete delle professioni tecniche che vede insieme agli architetti, gli ingegneri, gli agronomi, i geometri, i periti agrari, i geologi, l’Ance e i sindacati degli ordini professionali, e 5 proposte per rilanciare la professione dell’architetto e il settore dell’edilizia guardando alle priorità del presente: protezione del territorio, rigenerazione urbana, tutela dei centri storici. Sono i punti contenuti nel documento votato ad unanimità dal VI congresso degli architetti che si è tenuto nei giorni scorsi a Ragusa Ibla e che ha visto la partecipazione di 150 delegati provenienti dai vari Ordini provinciali in rappresentanza dei 15 mila iscritti.

lazzariragusa

 

 
Un congresso che ha visto la partecipazione straordinaria di tutti i consiglieri del CNAPPC e del suo Presidente Arch. Giuseppe Capocchin, del Presidente Inarcassa Arch. Giuseppe Santoro, dei Presidenti di otto ordini siciliani, dei rappresentanti di tutte le categorie professionali e di politici come l’ On. Arch. Serena Pellegrino (Deputato nazionale), l’Avv. Carlo Vermiglio (Ass. Reg. ai BB.CC.AA.) e l’On. Giuseppe Laccoto (Presidente della III Comm. Legisl. all. ARS).
Un’occasione per cercare soluzioni alla crisi, partendo dai temi caldi del presente: tutela del paesaggio, dissesto idrogeologico, rischio sismico, recupero dei centri storici e della ricchezza del patrimonio culturale, rigenerazione urbana. Questioni affrontate anche insieme alle altre professioni.
“Oggi – ha detto il presidente della Consulta degli Architetti Giovanni Lazzari – l’approccio ai problemi deve essere complessivo. Ridefinire le competenze professionali, significa dare risposte vere e di qualità ai problemi che investono la nostra società, i nostri centri abitati e il comparto dell’edilizia che, non dimentichiamolo, rappresenta oltre l’8,2 per cento del Pil”.
Da qui l’avvio di una Rete delle professioni tecniche di Sicilia, una voce unitaria di tutto il mondo che ruota attorno al settore delle costruzioni per chiedere interventi urgenti contro la crisi del settore. I dati, presentati durante la due giorni, sono sconfortanti: nei primi otto mesi di quest’anno la Regione ha pubblicato in Gazzetta solo 70 bandi rispetto ai 155 dello scorso anno con una media di 8 gare al mese. Un crollo pari al 58,7 per cento rispetto al 2015. Preoccupanti anche i redditi dei liberi professionisti scesi sull’isola, secondo una ricerca presentata da Architetti e Ingegneri, tra i 9 ai 20 mila euro l’anno.
L’Istituzione della Rete è uno dei punti del documento votato dagli architetti siciliani che avanza precise proposte anche al Parlamento e al Governo siciliano affinché, in forza dell’autonomia siciliana “legiferino – ha detto Lazzari – per disciplinare il ruolo sociale dell’architetto, centrale in altri Paesi come la Francia e attivare alcune misure che vadano nella direzione dell’architettura di qualità inserendo, ad esempio, elementi premianti per quelle amministrazioni che scelgono la strada dei concorsi di progettazione così come chiede l’Europa”.
Gli architetti siciliani chiedono poi di modificare con urgenza alcune norme già esistenti, a partire dalle legge 13 del 2015 sui centri storici che così com’è rischia di danneggiare i vecchi impianti urbani anziché tutelarli. Tra le proposte di modifica, anche la revisione della legge di recepimento del Codice unico degli appalti con l’approvazione del Regolamento Unico Sostenibile; e dell’attuale Fondo di Rotazione per gli interventi nei comuni con l’ampliamento del termine di restituzione dei fondi a 8-10 anni.
Dal documento approvato si deve ripartire con slancio verso scenari che, solo rimanendo uniti e compatti, potranno squarciare le tenebre in cui gli architetti e i liberi professionisti del settore in generale, per anni sono stati relegati, restituendo loro la legittima autorevolezza e imparzialità. Si è tracciata una strada, si tratta di seguirla con impegno, competenza e determinazione.

Ecco il documento finale che dovrà essere l’atto di indirizzo della politica degli Architetti, degli Ordini e della Consulta della Regione Sicilia:

A conclusione del VI Congresso Regionale degli Architetti di Sicilia, i cui argomenti principali focalizzanti il tema del “Lavoro” e relativi a:
– Azioni di politica professionale;
– Riforma Urbanistica e Semplificazione;
– Riqualificazione Urbana e sostenibilità:
– Politiche Europee ed Internazionalizzazione

che nello specifico vengono così riassunti:

Politiche professionali
In ambito Nazionale proseguire quelle azioni di riconoscimento del ruolo sociale degli Architetti nonché, la valorizzazione della capacità sussidiaria dell’Architetto, rispetto agli organi e funzioni statali;
Le linee strutturali e politiche degli architetti devono mirare alla:
– Valorizzazione funzionale ed economica delle professioni, anche attraverso il riordino in chiave sistematica delle competenze;
– Garantire l’autonomia e indipendenza intellettuale e tecnica dell’Architetto;
– Riequilibrare le condizioni di diritto e dei doveri fiscali
– Incentivare le aggregazioni professionali rivedendo la disciplina delle STP;
– Assicurare l’equo compenso e la certezza dei pagamenti.

Strategie e Sinergie
Con un’azione sinergica i soggetti interessati nel settore edile: Consulte e Federazioni delle Professioni Tecniche, Sindacati di categorie, ANCE, si impegnano a costituirsi in una “Rete delle Professioni Tecniche e Scientifiche della Sicilia” che dovrà operare in collaborazione con la Rete delle Professioni Tecniche Nazionali, al fine di individuare azioni e strategie a sostegno della Politica per lo sviluppo del lavoro nel territorio regionale.

Professione e Internazionalizzazione
Gli Architetti intendono partecipare ai tavoli di partenariato con le P.A. ,regionali e locali, per l’intero ciclo di programmazione, al fine di consentire una adeguata fruizione dei Fondi Europei destinati ai Professionisti;
avviare azioni con il Governo Regionale a supporto dell’attività di internazionalizzazione della professione, come patrimonio culturale e distintivo dell’Architettura italiana nel Mediterraneo e nell’Europa.

Territorio come risorsa
– Avviare una profonda revisione della normativa urbanistica regionale, che sostituisca l’attuale regime dei PRG, con strumenti flessibili finalizzati alla “Riqualificazione” delle Città e del Territorio;
– Rivedere profondamente la L.R. n. 13/2015 sui centri storici, evidenziando la necessità di avviare processi riqualificazione edilizia ed urbanistica, anche attraverso nuovi usi, esaltandone le caratteristiche di qualità che esse presentano come patrimonio inalienabile.
– Rivedere la L.R. n.16/2016, di recepimento del T.U. DPR 380/2001, negli articolati che contrastano con le normative regionali vigenti e in altri casi ne costituiscono un vero e proprio arretramento, impegnandosi a sviluppare tutte le iniziative necessarie perché in Sicilia si approvi il Regolamento Unico Sostenibile.
– Piano Casa: rivedere l’attuale norma, semplificandone le procedure d’applicazione, incrementandone le incentivazioni, al fine di una maggiore applicabilità nell’intero territorio regionale;
– Promuovere le politiche di rigenerazione urbana affinché siano centrali nelle strategie di trasformazione delle città.

Territorio e cultura: sviluppo:
Proseguire l’attività di collaborazione con il CNA e la RTP Nazionale per il raggiungimento di quegli obietti programmati e non ancora raggiunti; impegnare la Regione Sicilia, che in ragione del proprio Statuto Speciale, dovrebbe legiferare per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
– Costituire un adeguato fondo di rotazione con modifiche sui tempi di restituzione non inferiori a 8/10 anni;
– Avviare i bandi di finanziamento con fondi europei con l’utilizzo di progetti anche di fattibilità, ed introducendo premialità ed incentivi per le P.A. che procedono con affidamento mediante Concorsi ;
– Assicurare l’affidamento delle progettazioni al vincitore del concorso;
– Garantire un tempo congruo per la redazione dei progetti;
– Ridurre le procedure di selezione ed affidamento assegnando un tempo massimo alle Giurie giudicatrici.

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Author: Michele Palamara

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dichiarazione di accessibilità

Sede: via Ghibellina,12 – 98122 Messina

 

Orari di ricevimento:

Lunedì               9:30 – 13:00                      ———

Martedì             9:30 – 13:00                   15:00-17:00

Mercoledì         9:30 – 13:00                      ———

Giovedì              9:30 – 13:00                      ———

 

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