Il panorama architettonico contemporaneo si rivela attraverso lo sguardo e la visione di grandi protagonisti della progettazione italiana. In questa cornice, l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina offre alla città e ai professionisti del settore due appuntamenti di rilievo, pensati per intrecciare il rigore del pensiero teorico con la forza trasformativa della progettazione.
Attraverso iniziative di questo calibro, l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina sta portando avanti con determinazione un’intensa campagna di sensibilizzazione verso la cultura del bello architettonico. L’obiettivo è quello di promuovere l’architettura come vera e propria arte civile, capace di abitare i luoghi, interpretarne le fragilità strutturali e sociali, e accompagnare la comunità verso il futuro.
Il percorso prende il via il 9 ottobre nella suggestiva cornice della Sala della Borsa, all’interno della Camera di Commercio di Messina, con il quarto appuntamento della rassegna “Conversazioni territoriali”. Protagonista della giornata è l’architetta Giulia de Appolonia, affiancata dallo studio AM3 Architetti Associati.
Figura di grande spessore e dal respiro internazionale — formatasi a Lisbona al fianco di maestri come João Luís Carrilho da Graça e oggi attiva con il proprio studio a Brescia —, Giulia de Appolonia si distingue per un linguaggio architettonico misurato e incline all’ascolto del territorio. Il suo lavoro sintetizza il rigore geometrico e una ricerca sensibile sulla luce e sui materiali, concependo l’opera pubblica non come un elemento isolato, ma come un catalizzatore di relazioni sociali in grado di rigenerare il tessuto urbano e il paesaggio. La sostenibilità, nella sua visione, si traduce in un’armonia profonda con il contesto e nella creazione di spazi pensati a misura d’uomo.
Accanto a lei, lo studio AM3 Architetti Associati porta la testimonianza di una delle realtà più dinamiche della nuova progettazione italiana. Fondato a Palermo nel 2011 dagli architetti Marco Alesi, Cristina Calì e Alberto Cusumano, lo studio si è affermato per la spiccata capacità di intervenire in contesti complessi dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico. La ricerca di AM3 si sviluppa nel continuo confronto tra memoria stratificata e istanze contemporanee, evidenziando una cura particolare per il dettaglio costruttivo e la qualità formale. Un approccio che ha valso allo studio importanti riconoscimenti, tra cui la Menzione d’Onore al premio “Giovane Talento dell’Architettura Italiana” e il Premio NIB.
Ad arricchire la giornata del 9 ottobre, l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina allestirà negli stessi spazi un’ampia mostra collettiva nell’ambito di OPEN STUDI APERTI, la manifestazione promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. che unisce tutti gli studi italiani in un unico grande evento diffuso sul territorio nazionale. La mostra rappresenta un’opportunità aperta a tutti i professionisti iscritti all’Ordine messinese per far conoscere la propria visione dell’architettura, condividere la propria sensibilità progettuale e raccontare al pubblico e al territorio l’identità del proprio lavoro.
Il viaggio culturale proseguirà poi il 12 ottobre nelle acque dello Stretto di Messina. A bordo della nave Pietro Mondello, durante la traversata tra le due sponde, si terrà la presentazione della mostra “Oltre il fronte 2026”, evento nato dalla call for projects lanciata e promossa da Expo Arte dei Due Mari e patrocinata dall’Ordine. In questa cornice, l’architetta Guendalina Salimei terrà una lectio magistralis incentrata sul tema del confine tra terra e mare. Docente presso l’Università “La Sapienza” di Roma e fondatrice di T-Studio, Salimei è nota per il rigore scientifico e il coraggio progettuale con cui affronta le sfide della città contemporanea: dal rinnovamento delle grandi periferie urbane — emblematico il suo intervento di riqualificazione per il Corviale a Roma — fino all’esplorazione del rapporto tra architettura e contesti fluviali e marittimi, approfondito anche nel suo ruolo di curatrice del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, il suo percorso riflette un’attenzione costante verso i territori di margine.
arch. Michele Palamara, giornalista pubblicista, responsabile della comunicazione OAPPC Messina
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